Ancora polemiche sulla norma «Salva Roma»

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I due vice premier Di Maio e Salvini polemizzano ancora sulla norma «Salva Roma» e non solo

Ancora scontri tra i due partiti politici a capo dell’attuale Governo Italiano, anche oggi che il calendario prevede l’appuntamento del Consiglio dei ministri, chiamato a dare il suo assenso per decreto crescita.

Le polemiche sul «Salva Roma»

Continuano le polemiche tra il leader del M5S, Luigi Di Maio, ed il leader della Lega, Matteo Salvini. In questi giorni, il botta e risposta ha riguardato soprattutto alcuni punti caldi riguardanti il decreto crescita. In particolare, le discussioni si sono concentrate sulla norma «Salva Roma». L’accusa che parte dalla Lega riguarda la convinzione che il M5S stia cercando di salvaguardare a tutti i costi l’amministrazione della Capitale, principale città gestita dal Movimento.

Per Salvini o si aiutano tutti Comuni o non se ne aiuta nessuno, dunque, se i debiti di Roma verranno ripagata da tutti i cittadini italiani, allora anche gli altri Comuni avranno diritto ad avere aiuti da parte del Governo.

In realtà la manovra per estinguere i debiti del Comune di Roma risale al 2010 ad opera del governo Berlusconi, che aveva istituito la gestione commissariale per estinguere il debito. Secondo la norma, il debito contratto dalla Capitale fino al 2008 sarebbe stato di competenza, cioè rimborsato, del commissario; dal 2008 in poi i debiti sarebbero dovuti essere gestiti dalla gestione ordinaria.

I 5Stelle non mollano Siri

I 5Stelle, intanto, accusano la Lega di stare alzando il polverone su Roma per cercare di tenere a bada il caso di Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture iscritto a registro degli indagati con l’accusa di corruzione. Secondo i penta stellati, infatti, le dimissioni di Siri dovrebbero essere immediate, ma la Lega non ci sta e continua a proteggerlo. Nelle prossime ore è previsto un incontro tra il premier Conte e lo stesso Siri per chiarire la situazione.

Intanto, il Ministro Toninelli sin dal primo momento, gli ha ritirato le deleghe.

Nessuno vuole essere “sconfitto”

Il problema è che nessuno dei due vice leader vuole uscire sconfitto dagli attuali dibattiti politici, soprattutto in vista delle prossime elezioni europee. Di Maio non può permettersi di mollare proprio su Roma, e sottolinea che la norma è a costo zero. Salvini, invece, che si è eletto rappresentante di tutti i Comuni del Paese, da Nord a Sud, non vuole che passi il messaggio che esistono Comuni di Serie A e Comuni di Serie B.

Gli altri punti del decreto crescita

Tanti altri saranno i punti oggetto di discussione del Consiglio dei Ministri riguardanti il decreto crescita. Tra i più attesi i rimborsi per i risparmiatori sulla base del doppio binario di indennizzi automatici e dell’arbitrato.

Ancora la questione dell’estensione del prestito destinato ad Alitalia, la compagnia di bandiera, a cui serve immediatamente un partner per evitare il fallimento. Non si esclude l’organizzazione di un vertice ad hoc al rientro del premier Conte dalla Cina.

È probabile, inoltre, che verrà vagliata anche la proposta di Salvini di ripristinare la leva obbligatoria, nonostante il no deciso della Difesa.