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Cosa sapere sulla Decontribuzione Sud

di Vincenzo Cangiano
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Cosa sapere sulla Decontribuzione Sud

La “Decontribuzione Sud” riconosce ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni svantaggiate, un esonero, prorogato al 31 dicembre 2029, del versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali da essi dovuti, con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’INAIL.

Che cos’è la Decontribuzione Sud

Decontribuzione Sud è un’agevolazione fiscale finalizzata a salvaguardare l’occupazione nelle aree più svantaggiate del Paese. Alla luce di ulteriori indicazioni ricevute da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Istituto con il messaggio 31 marzo 2021, n.1361 chiarisce e precisa le istruzioni impartite in precedenza.

Lo sgravio viene accordato ai lavoratori somministrati impiegati in una azienda con sede nelle regioni agevolate del Sud anche se l’agenzia di somministrazione ha sede in altra regione.

Dato che il godimento dello sgravio è scaduto, il recupero retroattivo va effettuato secondo le istruzioni contenute nella circolare INPS 22 ottobre, n. 122 e nella circolare INPS 22 febbraio 2021, n. 33.

Per il conguaglio c’è tempo fino al 31 dicembre 2021.

Nei casi in cui, seguendo le precedenti istruzioni, il periodo sia stato agevolato per agenzie di lavoro collocate nelle regioni del sud, per lavoratori impiegati in utilizzatori con sede al Nord, non è richiesta la restituzione dello sconto fruito. Questo vale per i conguagli effettuati fino alla data del 31 marzo 2021.

Dal mese di aprile la fruizione della Decontribuzione Sud sarà considerata legittima solo quando il lavoratore presti effettivamente la propria prestazione in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’Inps inoltre ricorda, che la decontribuzione Sud è soggetta alla normativa sugli aiuti di Stato definita dal quadro temporaneo per l’emergenza Covid-19 che prevede i seguenti requisiti:

  • siano di importo non superiore a 1.800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere), ovvero non superiore a 270.000 euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura;
  • siano concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019;
  • in deroga al punto precedente, siano concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione;
  • siano concessi entro il 31 dicembre 2021.

Proroga

La Legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) ha esteso l’esonero contributivo fino al 31 dicembre 2029. In base alla nuova normativa introdotta, la proroga prevede una diminuzione nel tempo del beneficio, che resta invariato fino al 2025 e passa poi dal 30% al 20% e 10% tra il 2026 e il 2029.

Con la Circolare n. 33 del 22 febbraio 2021 e con il Messaggio n. 831 del 25 febbraio 2021 l’Inps ha fornito le indicazioni e le istruzioni per la gestione della misura relativamente al periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. Inoltre, con il Messaggio n. 1361 del 31 marzo 2021 ha fornito ulteriori chiarimenti in base a nuove istruzioni del Ministero del Lavoro sulla misura e, con il Messaggio n. 3065 del 10 settembre 2021, ha dato chiarimenti sulla fruizione del beneficio per le imprese armatoriali.

Le Regioni che potranno usufruire della decontribuzione Sud

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Sono esclusi il settore agricolo e i datori di lavoro che stipulano contratti di lavoro domestico.

Inps ulteriori info

L’Inps ha chiarito che, nel caso dei lavoratori marittimi tenuti a svolgere la propria attività lavorativa a bordo delle navi, la cui sede di lavoro è la nave, è comunque possibile per le imprese armatoriali beneficiare della decontribuzione. L’esonero può essere concesso per i lavoratori marittimi imbarcati su navi iscritte nei compartimenti marittimi ricadenti nelle Regioni ammesse.

L’Inps ha anche specificato che la misura decontribuzione Sud può essere applicata anche sulla tredicesima mensilità, limitatamente ai tre ratei maturati nel periodo tra ottobre e dicembre 2020. Inoltre, con il Messaggio n. 2434 del 28 giugno 2021, l’Inps ha chiarito che l’agevolazione è fruibile, nella percentuale del 30%, anche per gli eventuali ratei della quattordicesima mensilità maturati durante il 2020, purché l’erogazione avvenga nel 2021.

Importi

Il beneficio corrisponde ad una riduzione dal 30% al 10%, a seconda del periodo di applicazione, sul totale dei contributi previdenziali che l’azienda deve versare. Lo sconto fiscale non è invece applicabile a premi e contributi che il datore di lavoro è tenuto a versare all’INAIL.

Percentuali esonero

30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, fino al 31 dicembre 2025;

20% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2026 e 2027;

10% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2028 e 2029.

Durata

La Legge di Bilancio stabilisce che la durata è fino al 31 dicembre 2029. L’aiuto contributivo per il Sud Italia è subordinato ad autorizzazione della Commissione Europea, nel rispetto di quanto previsto dal Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza Covid19.

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