Disinteresse sul lavoro, una piaga da superare con alcuni consigli

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anpal agenzia nazionale per il lavoro

La società odierna ha “sfornato” nel mondo del lavoro, due tipologie di persone, quelle disoccupate e quelle che, purtroppo lavorano ma con disinteresse. In entrambi i casi c’è qualcosa che non va, e la comunità in ogni caso ne risente. Come ovviare quindi, a questa seria problematica?

La risposta non è ovvia come possa sembrare ma, non è nemmeno impossibile da risolvere, infatti, se per la prima categoria di persone è difficile affrontare la quotidianità in quanto, purtroppo non lavorano, ed è comunque difficile trovare un’occupazione, per la seconda categoria di persone disinteressate sul posto di lavoro, si può trovare la giusta soluzione.

Cause e motivazioni che creano disinteresse sul posto di lavoro

Chi lavora con evidente stato di disinteresse sul proprio posto di lavoro, ha subito qualche situazione estrema, che ha cambiato il suo modo di operare con efficienza, oppure non è adatto a svolgere quella determinata mansione, per meritare degnamente lo stipendio.

Le motivazioni più accreditate, possono essere di vario genere e così catalogate:

  • Mancato avanzamento di carriera
  • Riduzione ore lavorative e conseguente stipendio
  • Trasferimento verso altra sede senza possibilità di decisione
  • Eventuali sanzioni disciplinari comminate per comportamenti scorretti
  • Incapacità a svolgere quella mansione

Evidenziate le possibili cause che provocano disinteresse sul posto di lavoro, è importante capire l’entità del danno che verrà certamente provocato all’azienda e in secondo luogo, comprendere come risolvere questa particolare problematica.

Entità dei danni causati all’azienda

Un lavoratore che sul posto di lavoro è disinteressato, lavora male e produce poco, questo è un dato di fatto evidente e inevitabile. A volte i responsabili del personale, non riescono ad individuare subito questo anello della catena debole e le conseguenze possono essere disastrose, fino ad essere irreparabili.

È pur vero che all’interno di molte aziende sono previste figure specifiche di controllo, quali possono essere i supervisori e figure specifiche per recuperare il dipendente a livello psicologico, quali possono essere psicologi o psichiatri.

I danni che un lavoratore può provocare alla sua azienda con il suo dinoccolato disinteresse quindi, è un danno anche per chi gli sta vicino, pertanto è opportuno individuare subito, questo dipendente e prendere i dovuti provvedimenti, prima di giungere a un meritato licenziamento.

Come risolvere la problematica del disinteresse sul posto di lavoro seguendo alcuni consigli

Molte aziende investono i loro capitali, nell’assunzione di manager capaci di gestire l’azienda e condurla al massimo del rendimento, curando ogni minimo particolare.

Al contrario piccole aziende che non dispongono di questi capitali, hanno una maggiore percentuale, che personale dipendente non svolga bene il suo lavoro e l’economia dell’azienda ne risente inevitabilmente.

Le soluzione a questa dannosa problematica a volte è semplice, infatti, basterebbe individuare il dipendente che lavora con disinteresse, indagare perché non ha voglia di lavorare come dovrebbe, ed eventualmente licenziarlo.

A volte basta veramente poco per migliorare le prestazioni di un dipendente, e renderlo efficiente e dinamico, sul posto di lavoro. Innanzitutto, deve essere incentivato a migliorare il suo rendimento con una promozione, con un’agevolazione sull’orario di lavoro o con qualsiasi espediente utile a fargli dimostrare che il posto all’interno dell’azienda lo merita.

Avendo le dovute risorse, si può indagare se il periodo di disinteresse è passeggero, oppure è dovuto a una particolare situazione familiare momentanea, e intervenire in questa direzione, fornendo il giusto supporto morale e psicologico, altrimenti si può optare per il licenziamento per giusta causa.

È comunque importante comunicare spesso con il dipendente “in difficoltà” che mostra disinteresse sul posto di lavoro e capire quindi, se è un problema transitorio o duraturo, in questo caso le strade da intraprendere per un’azienda sono due:

  • Reintegrarlo aspettando che il suo disinteresse si trasformi in dedizione al lavoro
  • Licenziarlo per giusta causa

I diritti dei lavoratori sono sacri ma, bisogna anche capire il punto di vista dell’imprenditore che ha investito i suoi soldi e il suo tempo in un’azienda, dove si presume che i lavoratori debbano produrre e lavorare con rinnovato interesse.