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Inps e decontribuzione Sud: a chi spetta e come richiederlo

di Vincenzo Cangiano
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L’Inps chiarisce le informazioni sull’agevolazione contributiva per il Sud prorogata dalla Legge di Bilancio: come funziona e chi può richiederlo.

L’Inps in una nota ha chiarito le modalità per richiedere l’agevolazione contributiva per il Sud rivolta ai datori di lavoro che operano nel Mezzogiorno e in regioni svantaggiate.

Che cos’è la Decontribuzione Sud?

E’ uno sgravio contributivo per le aziende del Sud Italia per sostenere l’occupazione. L’operazione è gestita dall’Inps.

L’agevolazione fiscale rientra nel Decreto Agosto (decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126) e ha lo scopo di salvaguardare l’occupazione nelle aree più svantaggiate del Paese. Consiste in uno sconto sui contributi previdenziali del 30% per il periodo che va dal 1 ottobre al 31 dicembre 2020.

L’Inps, attraverso la Circolare n. 122 del 22 ottobre 2020, ha fornito le indicazioni operative e le istruzioni contabili per usufruire del beneficio.

Proroga dell’erogazione

La Legge di Bilancio 2021 (legge 30 dicembre 2020, n. 178) ha esteso l’esonero contributivo fino al 31 dicembre 2029. In base alla nuova normativa introdotta, la proroga prevede una diminuzione nel tempo del beneficio, che resta invariato fino al 2025 e passa poi dal 30% al 20% e 10% tra il 2026 e il 2029.

Con la Circolare n. 33 del 22 febbraio 2021 e con il Messaggio n. 831 del 25 febbraio 2021 l’Inps ha fornito le indicazioni e le istruzioni per la gestione della misura relativamente al periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021.

Chi può richiederlo

La riduzione dal versamento contributivo può essere richiesta dai datori di lavoro del settore privato che abbiano sede legale e/o unità operativa/e situata in aree svantaggiate del Centro – Sud Italia:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Sono esclusi il settore agricolo e i datori di lavoro che stipulano contratti di lavoro domestico.

Possono usufruire dello sgravio anche i datori di lavoro con sede legale in Regione diversa da quelle ammesse, a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una delle Regioni previste, previo controllo e approvazione della struttura Inps competente per territorio.

Nota dell’INPS

Nel caso di rapporto di lavoro stipulato tra il lavoratore e l’Agenzia di somministrazione, quest’ultima riveste la qualifica formale di datore di lavoro ai fini del riconoscimento dei benefici contributivi. Dunque, per usufruire dell’agevolazione, l’Agenzia deve avere sede in uno dei territori ammessi. Invece per i  lavoratori marittimi, la cui sede di lavoro è la nave, l’Inps ha chiarito che è comunque possibile per le imprese armatoriali beneficiare della decontribuzione. L’esonero può essere concesso per i lavoratori marittimi imbarcati su navi iscritte nei compartimenti marittimi ricadenti nelle Regioni ammesse.

Inoltre l’Inps ha chiarito che la decontribuzione Sud può essere applicata anche sulla tredicesima mensilità, ma solo ai tre ratei maturati nel periodo tra ottobre e dicembre 2020.

Quali sono gli importi?

Le agevolazioni sono ripartite come segue:

  • 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, fino al 31 dicembre 2025;
  • 20% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2028 e 2029.

Durata

Per la durata della decontribuzione, la Legge di Bilancio stabilisce che questa è concessa fino al 31 dicembre 2029. L’aiuto contributivo per il Sud Italia è subordinato ad autorizzazione della Commissione Europea, nel rispetto di quanto previsto dal Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza Covid19.

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