NASPI 2020: La guida INPS. Cosa sapere

102
gruppo dylog nuove assunzioni nel mondo della ict

Ecco la guida completa sull’indennità di disoccupazione NASPI: come inviare la domanda, tempi di pagamento, requisiti e calcolo.

Sul sito INPS è disponibile una sezione NASPI nella quale è possibile accedere con le credenziali e conoscere lo stato di avanzamento della domanda presentata, simulare il calcolo, conoscere i requisiti oppure inviare direttamente la richiesta online.

Di seguito la guida Naspi 2020 e tutte le informazioni necessarie per gli utenti.

CHE COS’È LA NASPI?

La Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) è stata introdotta dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, e sostituisce l’ASpI e la MiniASpI con riferimento agli eventi di disoccupazione a partire dal 1º maggio 2015.

Chi può richiederla?

Possono richiederla i lavoratori dipendenti, inclusi gli apprendisti e i dipendenti pubblici assunti a tempo determinato, ai soci lavoratori di cooperativa con un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché al personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Sono esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali è attiva una normativa specifica, i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, oppure che sono titolari di assegno ordinario di invalidità e non hanno optato per la NASpI.

I collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, devono invece fare riferimento alla Dis-Coll, ovvero l’indennità di disoccupazione specifica per i lavoratori con rapporto co.co.co.

I requisiti e documenti per richiederla

  • stato di disoccupazione a seguito di perdita involontaria del lavoro, con rilascio della Dichiarazione di immediata disponibilità (DID) al lavoro e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’Impiego. La presentazione della domanda NASpI equivale al rilascio della DID, pertanto i richiedenti devono presentarsi presso il CpI, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda, per stipulare il patto di servizio personalizzato;
  • aver realizzato, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione (anche quella dovuta ma non versata). Per raggiungere il requisito contributivo sono considerati utili i contributi previdenziali, i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria e per i periodi di congedo parentale, i periodi di lavoro all’estero in Paesi comunitari o convenzionati e i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni, per massimo 5 giorni lavorativi nell’anno solare.
  • avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo, dunque di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla durata oraria, nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione. Per i lavoratori per i quali non è possibile risalire al numero di giornate lavorate (addetti ai servizi domestici e familiari, lavoratori a domicilio o con dati contributivi derivanti da formulari esteri), per soddisfare questo requisito si fa riferimento alle settimane di contribuzione, che devono essere almeno 5. Per i lavoratori agricoli, in caso di impossibilità momentanea di verifica delle 30 giornate di lavoro effettivo nell’ultimo anno necessarie, si fa ricorso alle buste paga del lavoratore.

Attenzione nello specifico

Il periodo di riferimento per le 30 giornate lavorative effettive necessarie per richiedere la NASpI può essere ampliato, rispetto ai 12 mesi normalmente previsti, nel caso in cui nell’anno di riferimento si siano verificati o siano in corso i seguenti eventi:

– malattia e infortunio sul lavoro;

– cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;

– periodi interessati da contratti di solidarietà, risalenti nel tempo e utilizzati in concreto a zero ore;

– assenze per congedi e permessi fruiti da coniugi conviventi, genitori, figli conviventi, fratelli o sorelle conviventi di soggetti con handicap in situazione di gravità;

– assenza dal lavoro per congedo obbligatorio di maternità;

– assenza per congedo parentale;

– periodi di percezione dell’indennità di disponibilità e quelli durante i quali il lavoratore, in somministrazione con contratto di lavoro a tempo indeterminato, è inserito nelle procedure di riqualificazione;

– periodi di aspettativa non retribuita per motivi politici e sindacali;

– periodi di lavoro all’estero presso Stati con i quali l’Italia non ha stipulato accordi bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione.

Chi è escluso?

Sono esclusi dalla NASpi i lavoratori che hanno interrotto volontariamente il rapporto di lavoro, a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale, ad eccezione dei seguenti casi:

– dimissioni per giusta causa (ad esempio per mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative, mobbing, notevoli variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell’azienda, spostamento del lavoratore da una sede in assenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, comportamento ingiurioso del superiore);

– dimissioni durante il periodo tutelato di maternità (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio);

– risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, se verificatasi in una delle seguenti circostanze:

  1. nell’ambito della procedura di conciliazione presso la DTL ex art.7, L. n.604/66, come sostituito dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012;
  2. a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso un’altra sede dell’azienda che disti più di 50 km dalla residenza del lavoratore e / o sia raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più;

– licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art. 6 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 oppure disciplinare.

PAGAMENTO NASPI 2020

Corrisponde al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali percepita dal lavoratore negli ultimi 4 anni. Se invece è superiore al massimale previsto, la misura della prestazione è pari al 75% dell’importo di riferimento annuo sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e tale importo.

A partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, l’indennità viene ridotta del 3% per ciascun mese.

L’Inps ha reso noto, attraverso la Circolare n. 20 del 10 febbraio 2020, che a partire dal 1° gennaio 2020 l’importo massimo dell’indennità di disoccupazione NASpI è fissato a 1.335,40 Euro. La retribuzione da prendere a riferimento per calcolare la prestazione da erogare è pari a 1.227,55 Euro.

L’indennità è ridotta in specifici casi per i quali si rimanda a quanto dettagliatamente indicato sul portale web dell’Inps.

Come inviare la domanda e quando

I lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda all’Inps, esclusivamente online per via telematica, entro 68 giorni  a decorrere dalla cessazione del rapporto di lavoro o del periodo di maternità indennizzato o di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro / malattia professionale, se insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato, o del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate, oppure dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria, oppure dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Invio richiesta

  • direttamente dal cittadino in via telematica, attraverso il portale web dell’Inps, utilizzando il PIN dispositivo o una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), da questa pagina;
  • chiedendo supporto agli Enti di Patronato, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • chiedendo supporto al Contact center Inps, chiamando il numero gratuito 803 164 da rete fissa oppure il numero 06 164 164 da rete mobile.

Pagamento NaspI

L’indennità Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego viene accreditata dall’Inps su conto corrente bancario o postale oppure su libretto postale, o viene erogata tramite bonifico presso un ufficio postale del comune di residenza o domicilio del richiedente.

Come si calcola la NASPI

Come si calcola l’indennità di disoccupazione? La NASpI viene calcolata sulla base della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, divisa per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

Se l’importo che risulta da questo calcolo è inferiore a 1.227,55 Euro, che è l’importo di riferimento per il 2020, il lavoratore ha diritto da una indennità NASpI pari al 75% della retribuzione media mensile. Se, invece, è superiore, la prestazione viene calcolata sommando al 75% il 25% della differenza tra la retribuzione mensile e 1.227,55 Euro.

Il contributo economico percepito dai beneficiari della NASpI non può comunque superare i 1.335,40 Euro mensili e viene ridotto del 3% al mese a partire dal quarto mese di erogazione in poi.

Dunque, ricapitolando, per calcolare la NASpI si può fare riferimento alle seguenti formule:

(retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni / settimane di contribuzione) x 4,33 = o < 1.227,55 Euro – NASpI = 75%;

(retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni / settimane di contribuzione) x 4,33 > 1.227,55 Euro – NASpI = 75% + 25% (retribuzione media mensile – 1.227,55).

Scadenza e pagamento

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino ad un massimo di 24 mesi, ovvero 2 anni. La NASpI spetta al lavoratore a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è stata presentata entro l’ottavo giorno.

Richieste di pagamento unica soluzione

Il lavoratore avente diritto alla NASpI può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli sia stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio. L’incentivo non è riconosciuto in caso di instaurazione di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto.

Per richiedere l’unica soluzione inviare la domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività. In alternativa, se l’attività è iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente la cui cessazione ha dato luogo alla prestazione NASpI, entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di indennità di disoccupazione NASpI. L’erogazione anticipata in un’unica soluzione della NASpI non dà diritto alla contribuzione figurativa né all’Assegno per il nucleo familiare.

Con il Messaggio n. 4658 del 13-12-2019, l’Inps ha fornito chiarimenti in merito all’indennità di disoccupazione NASpI in forma anticipata e alla rioccupazione con contratto di collaborazione.

Dato che il comma 4 dell’articolo 8 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22 dispone che il lavoratore che instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI è tenuto a restituire per intero l’anticipazione ottenuta, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale, e che la NASpI anticipata va restituita solo nel caso in cui il beneficiario si rioccupi con contratto di lavoro subordinato durante il periodo di spettanza teorico dell’indennità di disoccupazione, ma non è disciplinata l’ipotesi della rioccupazione con rapporto di lavoro parasubordinato da parte del beneficiario dell’indennità NASpI in forma anticipata nel periodo teorico di spettanza della stessa, l’Istituto specifica quanto segue:

– se il soggetto che beneficia della NASpI anticipata si rioccupa con contratto di collaborazione coordinata e continuativa nel periodo teorico di spettanza dell’indennità di disoccupazione in forma anticipata, e il rapporto di collaborazione cessa durante tale periodo, può richiedere l’indennità di disoccupazione DIS-COLL, ossia la prestazione a sostegno dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, assegnisti di ricerca e dottorandi di ricerca con borsa di studio, ma per le sole mensilità che non si sovrappongono al periodo teorico di spettanza dell’indennità NASpI. Ciò al fine di evitare la sovrapposizione delle due prestazioni di disoccupazione e che il beneficiario possa percepire per lo stesso periodo entrambe le indennità;

– se il rapporto di collaborazione cessa dopo la fine del periodo teorico di spettanza della NASpI, la DIS-COLL può essere riconosciuta per tutto il periodo di spettanza, dato che in questo caso non c’è sovrapposizione con la NASpI.

La prestazione viene sospesa nei seguenti casi:

– rioccupazione del beneficiario, con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a 6 mesi e a patto che il reddito annuo sia inferiore a 8.000 Euro. La sospensione ha la durata del rapporto di lavoro;

– nuova occupazione all’estero, in Paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione o in Paesi extracomunitari, secondo quanto previsto dalla normativa vigente per la sospensione della NASpI in caso di lavoro all’estero.

L’inosservanza degli obblighi per i percettori dell’indennità di disoccupazione previsti dalla normativa vigente possono comportare varie sanzioni, dalla decurtazione di una frazione o di un’intera mensilità della prestazione, alla decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione.

In particolare, la NASpI decade nei seguenti casi:

– perdita dello stato di disoccupazione;

– inizio di un’attività di lavoro subordinato, di durata superiore a 6 mesi o a tempo indeterminato, senza comunicare all’Inps il reddito presunto che ne deriva, entro un mese dal suo inizio;

– non aver comunicato, entro 1 mese dalla domanda della NASpI, il reddito che deriva da un altro o da altri rapporti di lavoro part time quando cessa almeno uno tra vari rapporti di lavoro a tempo parziale che ha dato diritto alla NASpI;

– inizio un‘attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare il reddito presunto, entro un mese dal suo inizio;

– raggiungimento dei requisiti pensionistici;

– aver acquisito il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non aver optato per la NASpI;

– non aver partecipato, senza giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai Centri per l’Impiego, nei casi previsti dall’art. 21, comma 7, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.

REGIME FISCALE

In che regime fiscale rientro se percepisco la NASpI? L’indennità di disoccupazione NASpI costituisce reddito della stessa categoria di quello perduto o sostituito, pertanto l’Inps, in qualità di sostituto di imposta, sulle somme erogate a titolo di NASpI:

– applica le ritenute Irpef;

– riconosce, se richieste, le eventuali detrazioni fiscali per reddito e per carichi di famiglia;

– effettua il conguaglio fiscale di fine anno;

– rilascia la Certificazione Unica.

PRESTAZIONI ACCESSORIE

Per i periodi di fruizione della NASpI sono riconosciuti d’ufficio i contributi figurativi entro un limite di retribuzione pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della NASpI per l’anno in corso. Il periodo di contribuzione figurativa per NASpI è computato per l’anzianità contributiva ai fini pensionistici. Resta confermato il diritto all’assegno per il nucleo familiare per l’indennità in argomento.

RICORSO

È possibile fare ricorso? Come farlo? Il ricorso avverso i provvedimenti adottati in materia di NASpI va presentato al Comitato Provinciale della struttura che ha emesso il provvedimento entro 90 giorni dal ricevimento del provvedimento amministrativo:

– online (tramite codice PIN rilasciato dall’istituto), utilizzando la procedura disponibile tra i ‘Servizi Online’ del sito INPS, seguendo il percorso: servizi online – per tipologia di utente – cittadino – ricorsi online;

– tramite i patronati e gli intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

La vertenza giudiziaria avverso il provvedimento di concessione o diniego della prestazione va proposta entro un anno.

Ulteriori informazioni

Per ulteriori approfondimenti potete consultare la sezione riservata alla NASpI del sito web dell’Inps (area Prestazioni e Servizi > NASpI).