Reddito di cittadinanza, poche domande rispetto agli aventi diritto

9

I dati e le statistiche, si dice, non costituiscono scienza esatta. L’interpretazione dei numeri è elemento fondamentale in politica oggi, tanto da poter permettere letture diametralmente opposte, della stessa questione, da due parti con differenti visioni e obiettivi.

Anche se proviamo ad analizzare i numeri riguardanti le domande del Reddito di cittadinanza, le cose possono apparire diverse da come era sembrato in una prima fase.

Napoli, molte domande non presentate

Il caso più eclatante riguarda la città di Napoli. Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero del lavoro, le domande partite dal capoluogo campano fino alla fine del mese di marzo sarebbero 78mila, addirittura più dell’intero ammontare di domande dei cittadini della Lombardia.

Il dato però, assume una rilevanza diversa, se si considera che, sempre secondo l’Inps, le persone che avrebbero potuto chiedere il Reddito di cittadinanza sono riconducibili a più di duecentosessanta mila nuclei familiari. Facendo meglio i conti, in sostanza, si scopre che quasi duecentomila domande non sono state inoltrate.

Difficile dire se per difficoltà nell’effettuare le pratiche o per sfiducia nella realizzazione del provvedimento. Una quota, lasciano intendere da fonti governative, sarebbe riconducibile alle alte percentuali di lavoro nero, che rischierebbe di emergere, considerando i controlli che (come sostiene il governo) dovrebbero essere messi in atto fin da subito.

Il lavoro nero e il mancato “assalto” al reddito

A dispetto di luoghi comuni e facili letture, si scopre che sono le regioni del Nord quelle con maggiore richiesta del reddito: il Veneto (dove il settanta percento dei possibili aventi diritto ha già presentato la domanda) e la Lombardia (sessanta per cento).

Il mancato “assalto” al reddito però ora preoccupa il governo, che contava di accumulare un milione e settecentomila domande, mentre alla fine di marzo è arrivato ad appena ottocentomila.

La regione dove vi è una maggiore disparità tra gli aventi diritto e le domande presentate è la Campania, con il solo trentacinque per cento degli aventi diritto che si sono fatti avanti. Una discrepanza di questo tipo riguarda in realtà tutte le grandi città del sud. Basti pensare che a Palermo e Catania erano attese rispettivamente centomila e ottantamila domande, mentre ne sono state presentate, come somma delle due città, appena sessantacinquemila.

Le medie nazionali

Non è una associazione troppo fantasiosa quella che mette vicino la mancanza di domande e la presenza di lavoratori sommersi. Anche in Puglia, dove vie è un fenomeno da quasi tre miliardi di evaso, le domande registrate al ministero sono appena un terzo rispetto al numero degli aventi diritto.

Stesso discorso vale per la Calabria, da dove sono partite cinquantasette mila domande, a fronte dei possibili centoquarantacinque mila beneficiari. La media nazionale di adesione sul totale degli aventi diritto, così, raggiunge una quota abbastanza modesta: il trentasette per cento, frutto di una media tra i casi appena descritti e un (comunque modesto) quarantacinque per cento del Piemonte, il sessanta per cento della Lombardia, il settantasette per cento della Toscana.