Scuola, arriva il concorso. I sindacati: scelta tardiva

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concorso provincia di arezzo

L’annuncio arriva direttamente dalle parole del ministro Bussetti. A breve sarà proclamato un concorso per settantamila cattedre di docenza ordinaria.

Una decisione che non convince del tutti i sindacati, che pur esprimendo soddisfazione per il provvedimento, parlano di scelta tardiva, incapace di supplire all’ondata di prepensionamenti e all’alto numero di docenti “supplenti” che opera durante quest’anno scolastico e che aumenterà nel corso del prossimo.

Le proposte del governo: concorso e reclutamento più snello

Le dichiarazioni del ministro hanno in generale aperto dei nuovi scenari, per provare a intervenire sul problema che nascerà in particolar modo con i prepensionamenti conseguenti all’approvazione della cosiddetta “Quota cento”. Il ministro Bussetti ha annunciato che i posti che verranno messi in concorso saranno almeno settantamila, da sommare a quelli già in essere in questi mesi.

Lo stesso Bussetti ha parlato di prossime misure, in atto di studio, che verranno presto lanciate per un reclutamento più snello dei docenti, come l’eliminazione della prova preselettiva e l’aumento della quota di riserva per i docenti di terza fascia con più di tre anni di servizio al momento del concorso.

Le reazioni dei sindacati

È un coro di “Finalmente!” il commento più frequente da parte dei leader sindacali, che aspettavano da tempo una mossa del ministro. Il commento unanime è quello di una decisione capace di portare un po’ di ossigeno, ma di una scelta tardiva, che non impedirà all’universo scuola di fare i conti con una carenza notevole di insegnanti all’inizio del prossimo anno scolastico.

La Cgil quantifica questa carenza in quasi centocinquanta mila posti, tanto che Francesco Sinopoli, del settore scolastico del sindacato, ripropone, sfruttando l’onda creatasi con gli annunci del ministro, l’idea di una fase transitoria e un’accelerazione straordinaria sulle immissioni in ruolo “necessarie per garantire l’avvio del prossimo anno scolastico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la Cisl, che con Maddalena Gissi sottolinea come già quest’anno vi siano oltre trentamila posti non coperti da assunzioni autorizzate, e che potrebbero arrivare dal prossimo settembre a numeri assai superiori rispetto ai settantamila che si propone di coprire il concorso.

Secondo le previsioni della Cisl Scuola, il rischio è che oltre il venti per cento dei posti possa essere ricoperto da personale supplente. Voci che vanno nella stessa direzione sono quelle della Uil Scuola, secondo cui “il concorso è una risposta ma non è la sola necessaria, anche perché i tempi del concorso ordinario sono incompatibili con la situazione di emergenza che avremo a settembre”, e della Gilda, che fa sentire la propria voce attraverso il coordinatore Di Meglio.

In considerazione di ciò, tutti i sindacati del mondo scuola confermano lo sciopero generale previsto per il 17 maggio, principalmente dovuto all’assenza di risposte da parte del governo su temi come il precariato e l’autonomia differenziata.