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Volkswagen: ricerca personale in tutta Italia

di Vincenzo Cangiano
assunzioni in volkswagen

Volkswagen, il colosso mondiale tedesco automobilistico, ricerca personale da assumere in Italia.

I profili ricercati sono soprattutto di coloro che possiedono un titolo di laurea, sia professionisti esperti, che giovani alle prime armi ai quali vengono offerti tirocini formativi. I profili attualmente  ricercati prevedono l’inserimento tramite stage. Essi sono:

STAGE SALES ANALYST

I tirocinanti devono avere una laurea in materie economiche o statistiche, perfetta conoscenza dell’inglese, del pacchetto Office, in particolare di Excel e PowerPoint e dei principali strumenti informatici.

LOGISTICS & SUPPLY CHAIN ANALYST INTERNSHIP

Per questo tipo di profilo è richiesta la laurea in Ingegneria Gestionale con focus su Logistica e Produzione, ottima conoscenza dell’ inglese, di Excel, PowerPoint, del pacchetto Office e dei principali sistemi informatici. Preferibilmente devono conoscere anche la piattaforma SAP.

TIROCINIO DIGITAL NETWORK ANALYST

E’ richiesta la laurea in Economia, Ingegneria Gestionale o Scienze Informatiche, con focus sugli aspetti Digital, ottima conoscenza ell’Inglese e di Office, e dei più diffusi strumenti informatici. La conoscenza dello strumento Visio costituirà titolo preferenziale.

STAGISTA FLEET ANALYST

Riservato ai laureati in Economia, Ingegneria o Statistica con ottima conoscenza dell’inglese, del sistema operativo Windows, di Excel e di PowerPoint, avere spiccate doti analitiche, orientamento ai risultati e attitudine al lavoro in team.

PRODUCT MARKETING ANALYST IN STAGE

Devono possedere la laurea in economia o ingegneria, con passione per il mercato automobilistico, avere un’ottima conoscenza dell’inglese, dei principali tools informatici di Office, soprattutto di Excel e PowerPoint, hanno  ottime capacità di analisi e saper lavorare in team.

STAGISTA PURCHASING ANALYST

E’ richiesta la laurea in economia/statistica,  conoscenza ottima dell’inglese , di Office, soprattutto PowerPoint ed Excel, e saper lavorare in squadra. La conoscenza del tedesco costituisce titolo di preferenza.

Il lavoro in Volkswagen  è quello di una grande realtà commerciale, da la possibilità di ottima carriera nel settore automobilistico a livello internazionale. Il gruppo investe molto nelle Risorse Umane, motivandoli e incoraggiandoli. La società italiana è stata insignita della certificazione Top Employer Italia per il 2020, il riconoscimento assegnato dal dal Top Employers Institute alle aziende che offrono condizioni di lavoro eccellenti ai propri dipendenti.

Ci si può candidare mediante il portale web www.volkswagengroup.it inserendo il curriculum vitae nel data base aziendale  anche in vista di prossime selezioni di personale.

Gli interessati possono candidarsi visitando la pagina web dedicata alle carriere del Gruppo – Volkswagen Lavora con noi – e inviando il cv mediante l’apposito form online.

La Volkswagen Aktiengesellschaft, conosciuta anche con l’abbreviazione Volkswagen AG ha il proprio headquarter a Wolfsburg, in Germania, è quotato alla Borsa di Francoforte. E’ uno dei principali produttori di automobili al mondo e la maggiore casa automobilistica in Europa. E’ presente anche in Italia con la consociata Volkswagen Group Italia SpA, a Verona, che conta oltre 850 dipendenti.

La Volkswagen, vocabolo che in tedesco significa letteralmente vettura del popolo, nacque per iniziativa  di Adolf Hitler, nel 1937.

Negli anni trenta, infatti, il regime nazista voleva far realizzare un’automobile che potesse essere in grado di motorizzare il popolo tedesco di classe meno abbiente. L’incarico di realizzarne il progetto venne affidato all’ingegnere Ferdinand Porsche, titolare dell’omonimo studio di progettazione nato nel 1931, col diktat di creare un’auto compatta, economica, semplice e robusta, facile da costruire in grande serie ed economicamente accessibile.

Nel 1936 vennero presentati tre prototipi (due berline e una cabriolet) al Führer, che diede ordine di trovare un luogo dove far sorgere la fabbrica per la produzione dell’auto del popolo. Si scelse un sito ove sarebbe stata costruita una nuova città attorno allo stabilimento, la futura Wolfsburg, in Bassa Sassonia, non molto distante da Hannover.

La cerimonia di posa della prima pietra, presieduta da Hitler, si svolse nel 1938, ma poco tempo dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale costrinse a convertire il progetto Typ 1 da civile a militare. Nacquero così le Kübelwagen (auto-tinozza), usate come mezzo di trasporto leggero dagli ufficiali della Wehrmacht e la “Schwimmwagen” (l’auto che nuota, ovvero anfibia).

Terminato il conflitto, grazie all’iniziativa di Ivan Hirst, maggiore dell’esercito inglese, e di Ferdinand Anton Porsche (figlio di Ferdinand), la fabbrica della Volkswagen venne riaperta. La direzione fu affidata a Heinz Nordhoff, ed il modello progettato nell’anteguerra, opportunamente aggiornato, entrò finalmente in produzione e fu immesso sul mercato con il nome commerciale di Volkswagen 1200, meglio conosciuto come Maggiolino (oppure KäferBeetle o Coccinelle, a seconda della lingua dei paesi di commercializzazione). Il successo fu letteralmente immenso.

Dal Maggiolino derivarono altri modelli di successo: il Typ 2, un veicolo commerciale di dimensioni medie, meglio noto successivamente come Transporter nella versione furgone e Microbus nella versione per trasporto passeggeri, e le vetture sportive Typ 83 (meglio note come Karmann-Ghia Coupé e Cabriolet).

Gli anni sessanta furono dedicati a ricercare un’erede al Maggiolino, in produzione da quasi vent’anni, che non ne rinnegasse l’impostazione tecnica. Vennero così introdotte le 1500/1600 e 411/412, che riscossero però un successo scarsissimo. Fu effettuato un primo tentativo di berlina media a trazione anteriore e motore raffreddato ad acqua, proponendo la K 70 (in realtà il progetto era di origine NSU e venne adottato quando la marca venne annessa alla VW); questa iniezione di un modello esterno ai canoni VW, per di più antiquato per i ritardi dovuti ai dissesti della NSU, rendevano la K70 un’auto poco competiva sul mercato, infatti le vendite basse fecero sospendere le consegne dopo pochissimi anni di listino (dal 1971 al 1974). Intanto il Maggiolino, visto l’insuccesso degli altri modelli, proseguì la sua brillante carriera. Vennero apportate, tra l’altro, importanti modifiche stilistiche sia alla versione berlina che a quella cabriolet: in questi anni l’auto veniva chiamata comunemente con l’accrescitivo Maggiolone.

All’inizio degli anni settanta, comunque, non era ancora stata creata una degna erede del Maggiolino. Nel frattempo la casa tedesca era entrata in piena crisi finanziaria ed era urgentemente necessaria una nuova gamma di modelli, basati sulla trazione anteriore e contraddistinti per lo più da un design personale. Si decise così di affidarsi all’estro stilistico del giovane Giorgetto Giugiaro. Dalla sua “matita” vennero fuori veri successi, come la berlina media Passat (1973), erede della K 70, la coupé Scirocco (1974) e l’utilitaria Polo (1975). La vettura Volkswagen più riuscita del designer torinese è però la Golf, berlina compatta presentata nel 1974 come la tanto agognata erede del Maggiolino. Quest’ultimo, invece, venne assemblato in Europa fino al 1978, anno in cui la produzione fu confinata al Sudamerica. Nel 1979 furono presentate la Golf Cabriolet (realizzata dall’austriaca Karmann) e la Jetta, una berlina considerabile come versione a 3 volumi della Golf, con modifiche al frontale.

Negli anni ottanta uscirono le nuove generazioni dei modelli introdotti nel decennio precedente, centrando nuovamente il successo. Sul finire del decennio il nome Scirocco lasciò il posto a quello di Corrado per la terza generazione delle vetture coupé.

Negli anni novanta la gamma fu estesa con l’introduzione della citycar Lupo nel 1998 (gemella della SEAT Arosa con cui condivideva il pianale), delle versioni familiari, denominate Variant, di Golf (1994) e Polo (1997) e della monovolume di grosse dimensioni Sharan nel 1995, realizzata con un progetto comune con la Ford (era infatti gemella della Ford Galaxy prima serie). Il nome Jetta, invece, a causa dello scarso successo commerciale della vettura in Europa, fu cambiato e lasciò il posto a quello di Vento prima, per la terza serie della vettura (1992), e Bora poi, per la quarta serie (1999). Nel 1992 la terza generazione della Golf guadagna il premio di Auto dell’anno. Ma la novità più interessante in questi anni fu sicuramente la nascita della New Beetle, edizione in chiave moderna del leggendario Maggiolino, che fece il suo debutto nel 1998 negli Stati Uniti, mentre in Europa fu commercializzata dall’anno successivo. Rispetto al Maggiolino, la New Beetle nasce come auto di classe medio/alta ed è basata sulla Golf, però non è riuscita ad emulare l’incredibile successo di vendite dell’antenata. Ai vertici della Volkswagen, nel frattempo, Hahn lascia il posto a Ferdinand Piëch (1993), nipote di Ferdinand Porsche. Nel 1997 inizia lo sviluppo della W12, una concept car ad alte prestazioni che stabilirà numerosi record di velocità, ma che non avrà poi un seguito produttivo.

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